Cosa Mi Stanno Insegnando Parma e Reggio Emilia sul Mondo Olistico

In questi primi sette mesi da quando ho aperto Studio Olistico Anima Somatica, il modo in cui la geografia e il territorio in cui ho scelto di offrire spazi di esplorazione corporea ed emotiva si stanno rivelando, in parte, sorprendente. Tutto questo sta aprendo nuove prospettive sulla città in cui sono nato e cresciuto, e sui suoi dintorni.

Dopo aver vissuto in Australia dal 2018 al 2025, il ritorno in Italia non è stato inizialmente semplice. In diversi momenti mi sono sentito estraneo a una cultura ancora fortemente radicata nel lavoro, nel sacrificio, nella famiglia e nel rispetto delle tradizioni. Una cultura che, spesso, fatica ad aprirsi o a indagare con profondità tutto ciò che riguarda il mondo spirituale, energetico e più sottile del benessere della persona a 360 gradi — inclusi il lavoro corporeo consapevole, la somatica e le pratiche di ascolto profondo del sistema nervoso.

Una cultura che sembra fare sempre più fatica a ritagliarsi spazio e tempo per prendersi davvero cura di sé, allontanandosi da un’identità costruita molto spesso su apparenza, ruoli e gerarchie.

Nonostante questo, sto osservando una crescente curiosità verso il mondo olistico e il lavoro su di sé. Sempre più persone sentono il desiderio di esplorare il corpo, le emozioni e dimensioni più profonde della presenza. Quello che spesso manca, però, è il passo concreto. Perché la curiosità, da sola, non basta.

Parma è la mia città natale. Eppure, negli ultimi tempi, ho iniziato a nutrire un interesse particolare anche verso Reggio Emilia e la sua gente. Forse anche grazie alla risposta e all’affluenza verso i percorsi proposti all’interno di questo spazio: massaggi olistici, lavoro corporeo, pratiche di rilascio emozionale e percorsi emotivo-somatici che spesso toccano anche dimensioni più intime di presenza e consapevolezza corporea.

Una dinamica interessante è che circa il 50% delle persone — uomini e donne — che arrivano in studio per queste esperienze provengono da Reggio Emilia. Un dato che mi ha fatto riflettere su quanto, nonostante la vicinanza geografica, possano esistere sensibilità diverse nel modo di avvicinarsi al corpo, al benessere e all’esplorazione interiore.

Parma e Reggio Emilia sono due città che, da anni, convivono con differenze culturali, storiche e identitarie. Ma al di là di stereotipi e vecchie rivalità, quello che sto osservando è soprattutto la presenza di due energie differenti, entrambe preziose a modo loro.

Nel lavoro corporeo e nelle esperienze proposte — che includono visualizzazione, respiro e ascolto sensoriale profondo, talvolta vicine a pratiche di consapevolezza tantrica non sessualizzata ma incarnata — emergono approcci diversi.

A Parma percepisco spesso più cautela, più bisogno di comprendere prima di lasciarsi andare. Una città forse più mentale, più legata all’immagine, alla struttura e al controllo. Ma anche profondamente curiosa, seppur ancora in fase di apertura verso certe dimensioni del sentire.

A Reggio Emilia, invece, sento spesso un approccio più immediato, rilassato e spontaneo. Più disponibilità a entrare nel corpo senza il bisogno di spiegare tutto razionalmente. Un’energia più radicata e semplice, che facilita il lasciarsi attraversare dall’esperienza.

Ma non credo sia una questione di meglio o peggio.

Credo sia soprattutto una questione di tempi, sensibilità e apertura personale.

Perché il mondo olistico, il Tantra inteso come presenza nel corpo, il lavoro energetico e la somatica richiedono vulnerabilità, fiducia e il coraggio di uscire dalle strutture abituali con cui siamo stati educati a vivere noi stessi.

Ed è proprio per questo che provo gratitudine verso entrambe queste città.

Gratitudine verso Parma, le mie radici, che lentamente stanno iniziando ad aprirsi a nuovi linguaggi del corpo e della consapevolezza.

E gratitudine verso Reggio Emilia, per l’accoglienza, la fiducia e la curiosità che tante persone stanno portando dentro questa realtà.

Questo articolo non nasce per dividere o creare paragoni, ma come riflessione sincera su ciò che sto osservando attraverso ciò che è stato creato.

E forse, nel profondo, anche come invito collettivo: a vivere più consapevolmente, ascoltarsi di più e tornare ad abitare davvero il corpo nella sua totalità.

Se senti il desiderio di iniziare un percorso di ascolto corporeo, presenza e consapevolezza emotiva, Studio Olistico Anima Somatica è uno spazio dedicato a questa esplorazione.

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